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Julie Ears
Storia e dietro le quinte

Storia di Pirates of the Caribbean a Disneyland Paris: il racconto a ritroso e il dietro le quinte

Ecco un racconto che si può amare senza essere mai saliti a bordo. A Parigi, Pirates of the Caribbean racconta la sua storia a ritroso: partite di notte, tornate indietro nel tempo, assistete all’attacco dei pirati a un forte spagnolo, al saccheggio e all’incendio della città, poi sbucate nel presente nella grotta del tesoro, dove gli scheletri fanno ancora la guardia. È la versione più narrativa di tutte le Pirates di Disney e, secondo me, la più cupa. Dietro questo percorso c’è tutta una storia di progettazione, nata molto prima dei film e portata avanti da Imagineer come Marc Davis, Yale Gracey, Blaine Gibson e Tony Baxter.

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L’insegna rossa di Pirates of the Caribbean sopra un cannone all’ingresso dell’attrazione, ad Adventureland.

Prima di entrare nei dettagli, due parole per chi visita il parco per la prima volta: quello che segue è la storia che Disney ha immaginato per l’attrazione, il suo racconto di ambientazione, poi la storia della sua progettazione e il dietro le quinte. Per inserire tutto questo nella storia generale del parco, consultate la pagina Storia di Disneyland Paris. Per tutte le informazioni pratiche (dove si trova, durata, accessibilità), vi rimando alla scheda Pirates of the Caribbean. Qui mi dedico al racconto.

Qual è la storia di Pirates of the Caribbean a Disneyland Paris?

Tutta la storia si regge su un’idea forte: a Parigi la vivete a ritroso. Mentre gli altri parchi Disney partono dalle caverne e dai resti dei pirati per poi tornare indietro nel tempo, Disneyland Paris ha invertito tutto. Il percorso parte dal caos vivo, l’attacco a un forte spagnolo, per arrivare al suo esito funesto, la maledizione.

L’ambientazione dà subito il tono: l’attrazione si trova in un edificio di Adventureland ispirato a un’elegante dimora di New Orleans, con una facciata in stile coloniale spagnolo (la sezione Caribbean Plaza).

Salite a bordo di una barca in una laguna notturna. È tutto calmo, quasi addormentato. Poi il racconto accelera: la barca viene sollevata da una rampa di salita e in cima, sorpresa, siete scivolati nel passato. E la battaglia è già cominciata.

A Parigi, il senso del percorso è il racconto. Ogni cascata (ce ne sono due) segna una svolta nella storia. È questo che la rende la versione più narrativa di tutte le Pirates di Disney e, secondo me, la più cupa.

Chi ama le montagne russe sa che la salita con cui comincia questo tipo di attrazione è un elemento di suspense. Mentre si sale non si vede granché, ma si sa che presto si dominerà tutto e si vivrà qualcosa di straordinario. Ecco perché era importante mettere questa rampa proprio all’inizio dell’avventura.

Il racconto, atto per atto

Passaggio 1

Atto 1: la calma prima della tempesta

Salite a bordo di notte, in una laguna. Le barche costeggiano i tavoli di un ristorante affacciato sull’acqua, incrociano un relitto arenato, poi si avvicinano a un’insenatura nascosta ai piedi di una vecchia fortezza. Non è ancora successo nulla.

Passaggio 2

Atto 2: il viaggio nel tempo

La barca viene sollevata dalla rampa di salita del forte. In cima siete tornati indietro nel tempo: fiamme, ombre di pirati e di soldati che si affrontano. Siete passati nel passato.

Passaggio 3

Atto 3: l’assalto al forte

Attraversate la prigione allagata, dove alcuni pirati prigionieri cercano di ammansire un cane che tiene le chiavi in bocca. Poi una prima cascata vi fa precipitare in piena battaglia di cannoni: il galeone pirata, il Wicked Wench, e i soldati del forte spagnolo si sparano addosso.

Passaggio 4

Atto 4: il saccheggio della città

La città è presa. Il capitano pirata interroga Carlos, il sindaco, legato a una sedia e calato in un pozzo ("Parla, canaglia! Dov’è il tesoro?"), mentre un pirata musicista lo prende in giro con il flauto. Più avanti, un abitante e una donna pirata incrociano le spade. Poi la città prende fuoco e una seconda cascata vi trascina via proprio mentre l’arsenale esplode.

Passaggio 5

Atto 5: la maledizione

Riemergete nel presente, nella grotta del tesoro. Il bottino è ancora al suo posto, ma i guardiani ormai sono solo scheletri. L’avidità li ha sconfitti tutti. Un teschio parlante pronuncia la sentenza finale.

Che cosa significa "Dead men tell no tales"?

Alla fine del percorso, un teschio parlante si rivolge a voi. Lancia i suoi avvertimenti e ripete la frase che riassume tutto: "Dead men tell no tales", letteralmente "i morti non raccontano storie", o più semplicemente "i morti non parlano".

È la morale del racconto. I pirati hanno saccheggiato, bruciato e ucciso per un tesoro e ne sono morti. Non c’è nessuno a godersi il bottino né a raccontare cosa è successo: restano solo le ossa. A Parigi, il teschio ne approfitta anche per chiedervi di restare seduti fino all’arresto completo delle barche.

Due scheletri di pirati seduti a tavola sotto le ragnatele nella grotta di Pirates of the Caribbean, uno che beve dalla bottiglia, l’altro con la barba, in una luce arancione e blu

L’attrazione è nata prima o dopo i film?

È il punto che sorprende di più i visitatori: l’attrazione è nata prima dei film. La primissima versione, a Disneyland in California, apre nel 1967. È l’ultima attrazione di cui Walt Disney abbia seguito personalmente la progettazione: durante la sua ultima visita agli studi, a novembre 1966, poco prima della sua scomparsa, ha potuto vedere la scena dell’asta completamente animata, mentre l’attrazione avrebbe aperto solo a marzo 1967.

Il primo film, La maledizione della prima luna, esce solo nel 2003 e si ispira all’attrazione, non il contrario.

A Disneyland Paris, Pirates of the Caribbean ha quindi aperto il 12 aprile 1992 senza alcun personaggio dei film. Solo nel 2017, durante un grande rinnovamento, Disney ha fatto il percorso inverso inserendo la saga nella scenografia originale. L’attrazione ha ispirato i film, che a loro volta ne hanno arricchito il rinnovamento.

Come è stata ideata l’attrazione?

Walt Disney è stato affascinato dai pirati per tutta la carriera: già nel 1927, uno dei suoi cortometraggi della serie Alice Comedies metteva in scena un mondo di filibustieri. L’idea di un’attrazione, invece, risale al 1957.

Ancora prima che Disneyland in California fosse completata, Walt pensava di ingrandirla con un quartiere chiamato New Orleans Square, che doveva ospitare una zona commerciale, una casa infestata e un museo delle cere dedicato alla storia della pirateria.

Il progetto viene sospeso nel 1962: Walt Disney mobilita i suoi team per l’Esposizione universale di New York del 1964. Questa deviazione cambia tutto. Gli Imagineer (il team che progetta i parchi, riunito sotto il nome di Walt Disney Imagineering) mettono a punto nuovi mezzi di trasporto, le barche su binario di it’s a small world, e fanno progredire la tecnologia Audio-Animatronics con una figura parlante di Abraham Lincoln.

Grazie a questi progressi, il progetto Pirates abbandona l’idea di un percorso a piedi per una crociera in barca, piena di effetti speciali. Il museo delle cere è diventato un’attrazione viva.

1927
1927

Una vecchia passione

Già nel 1927, un cortometraggio di Walt Disney (la serie Alice Comedies) mette in scena un mondo di filibustieri.

1957
1957

La prima idea

Walt Disney immagina un quartiere, New Orleans Square, con un museo delle cere dedicato alla storia della pirateria.

1964
1964

La svolta dell’Expo di New York

Preparando l’Esposizione universale del 1964, gli Imagineer (il team che progetta i parchi) mettono a punto le barche su binario e fanno progredire gli Audio-Animatronics: il progetto diventa una crociera.

1967
1967

Apertura in California

La prima versione apre a Disneyland, in California, a marzo 1967. È l’ultima attrazione di cui Walt Disney abbia seguito personalmente la progettazione.

1973
1973

La versione di riferimento

Una versione rimontata dell’attrazione fa poi da base alla trama parigina.

1992
1992

Apertura a Disneyland Paris

Pirates of the Caribbean apre a Parigi senza alcun personaggio dei film, con un racconto invertito per essere più cronologico.

2003
2003

Il primo film

La maledizione della prima luna esce al cinema. Si ispira all’attrazione, e non il contrario.

2017
2017

Il grande rinnovamento

Jack Sparrow e Hector Barbossa entrano in scena come Audio-Animatronics di ultima generazione e la colonna sonora viene completamente remixata.

Perché la versione di Parigi racconta la storia al contrario?

È la grande scelta di progettazione. Nelle altre Pirates (California, Florida, Tokyo), il viaggio comincia dalle caverne e dai resti dei pirati, poi torna indietro nel tempo verso la festa. A Parigi, gli Imagineer hanno invertito l’ordine delle scene per rendere il racconto più cronologico e lineare: cominciate con l’attacco al forte spagnolo, seguito dal saccheggio della città, e finite con la maledizione.

La trama parigina si basa del resto sulla versione del 1973 dell’attrazione, rimontata per adattarsi a questa nuova sceneggiatura.

Un vincolo tecnico ha rafforzato questa scelta. A Parigi, non potendo scavare come altrove, l’attrazione è stata costruita in gran parte sopra il livello del suolo. Da qui una facciata più alta, un doppio dislivello e questa rampa di salita iniziale che, invece di essere un semplice ascensore per le barche, è diventata il momento chiave del salto nel passato.

L’edificio stesso riflette questo mix di influenze: una dimora coloniale spagnola dei Caraibi, come l’intero parco, pensato come un ponte tra l’immaginario americano e la scenografia europea.

Quante figure animate ci sono e come funzionano?

L’attrazione parigina conta più di 100 personaggi Audio-Animatronics, le figure robotizzate che danno vita alle scene. Il loro livello di animazione varia a seconda delle necessità: da un semplice gesto ripetuto fino all’imitazione della recitazione di un attore, come i duellanti che incrociano le spade nel quartiere residenziale.

Costruire una di queste figure richiede diversi mesi. Il lavoro parte da modellini, poi da uno scheletro in metallo e fibra di vetro attraversato da fili e tubi, ricoperto da una pelle di silicone e vestito.

I movimenti sono comandati dal suono e combinano cilindri pneumatici e idraulici. La regolazione elettronica in tempo reale della pressione idraulica ha reso i gesti più naturali e precisi. La programmazione, invece, resta lunga e delicata.

Chi sono gli Imagineer dietro l’attrazione?

Dietro le barche c’è un team di artisti i cui nomi ricorrono in tutta la storia dei parchi Disney.

ImagineerRuolo nell’attrazione
Marc DavisIdeazione delle gag, delle scene e dei personaggi, compreso il tono comico
Yale GraceyEffetti speciali e illusioni, in particolare l’illusione delle fiamme dell’incendio
Blaine GibsonScultura dei volti delle figure Audio-Animatronics
X AtencioSceneggiatura, dialoghi e testo della canzone Yo Ho (A Pirate’s Life For Me)
Tony BaxterProgettazione della versione di Disneyland Paris e del suo racconto a ritroso

Gli Imagineer dietro Pirates of the Caribbean

Pirates of the Caribbean trasporta letteralmente in un altro mondo. Quando salite sulla barca, è tutto calmo, quasi addormentato. Poi vi ritrovate in un’altra epoca. Ecco perché Pirates of the Caribbean è il miglior esempio di realtà virtuale: tutto è virtualmente reale.

Da dove viene la canzone "Yo Ho (A Pirate’s Life For Me)"?

Il tema musicale dell’attrazione, "Yo Ho (A Pirate’s Life For Me)", risale agli anni Sessanta. Lo cantano tre pirati musicisti seduti lungo il canale. Walt Disney voleva una canzone marinaresca tradizionale e chiese all’Imagineer che progettava l’attrazione di scriverla lui stesso, con l’aiuto di George Bruns, direttore musicale interno della Disney (La carica dei 101, Il libro della giungla).

Scrivere per un’attrazione impone un vincolo raro: la canzone non può avere né inizio né fine e ogni strofa deve reggersi da sola, perché è impossibile sapere in quale momento ogni visitatore la sente. La colonna sonora parigina si basa su quella del 1973, con dialoghi registrati appositamente, anche in francese e in spagnolo. È stata completamente remixata nel 2017, con alcuni temi dei film inseriti nelle melodie originali.

Che cosa è cambiato con il rinnovamento del 2017?

Dopo diversi mesi di lavori, l’attrazione ha riaperto a luglio 2017 con aggiunte pensate per collegare il racconto originale alla saga cinematografica, senza snaturarlo. Entrano in scena due personaggi Audio-Animatronics di ultima generazione: Jack Sparrow e Hector Barbossa. Per animarli, i team hanno studiato i gesti e le espressioni degli attori dei film per riprodurli fedelmente.

La scena finale dell’asta è stata rifatta: Jack Sparrow approfitta del caos per impadronirsi dell’ambita mappa del tesoro, si nasconde in un barile, poi festeggia trionfante con una bottiglia di rum.

L’esplosione di un arsenale proietta ora i visitatori nella grotta del tesoro, dove si scopre Jack seduto sulla sua montagna di monete. Infine, la colonna sonora è stata completamente remixata con un nuovo impianto audio.

Scena dell’asta di Pirates of the Caribbean al Disneyland Park: striscione "Vente aux enchères", popolane in fila, pirata armato di fucile, cesti e candelabri in una luce dorata

Qual è la storia del ristorante Captain Jack’s?

All’inizio del percorso, le barche sfilano accanto ai tavoli di un ristorante sull’acqua, il Blue Lagoon Restaurant. L’edificio dell’attrazione ospita anche il Captain Jack’s, il Restaurant des Pirates, che propone cucina caraibica e ha una storia tutta sua.

Il corridoio che porta al ristorante espone una grande mappa dei Caraibi e vignette incorniciate firmate Marc Davis, compreso l’omaggio nascosto in fondo alla mappa. Secondo il racconto, Jack Sparrow avrebbe vinto il locale con una scommessa contro Angelica Teach, la figlia di Barbanera. La prova è nascosta nella scenografia: su un’insegna, il nome "Angelica Teach" è cancellato e sostituito da "Captain Jack Sparrow".

Se è aperto e come mangiarci: sono informazioni pratiche, quindi vi rimando alla sua scheda dedicata invece di fissarle qui. il ristorante Captain Jack’s

Quali segreti e dettagli nascosti si possono scovare?

  • Captain Jack Sparrow sprofondato sul suo trono di tesori, in fondo alla grotta: si confonde con il bottino, bisogna cercarlo con lo sguardo.
  • La mappa dei Caraibi del Captain Jack’s: Marc Davis vi è ritratto con il suo celebre bocchino, in fondo alla mappa.
  • L’insegna del ristorante dove il nome di Angelica Teach è cancellato e sostituito da quello di Jack Sparrow.
  • Una gallina sperduta in mezzo alle scene di saccheggio e il cane che tiene in bocca le chiavi delle celle.
  • Il senso del racconto stesso: tenete a mente che andate dal passato verso il presente, è questo che rende così forte il salto finale.

Per gli Hidden Mickey e le altre strizzate d’occhio sparse per il parco, vi rimando alla guida Segreti di Disneyland Paris. Se vi piace questo modo di raccontare un’attrazione come una storia, il parco ne è pieno: proseguite con la saga di Thunder Mesa, di cui fa parte Big Thunder Mountain, con Phantom Manor, con la storia di Space Mountain, oppure allargate lo sguardo con i parchi Disney nel mondo. E per tutti gli aspetti pratici di Pirates of the Caribbean, la scheda Pirates of the Caribbean resta il vostro punto di riferimento.

Domande frequenti

01 In che anno ha aperto Pirates of the Caribbean a Disneyland Paris?

Pirates of the Caribbean ha aperto nel 1992, il giorno dell’inaugurazione del parco, nell’area tematica Adventureland. È tra le primissime attrazioni di Disneyland Paris ed era presente fin dal primo giorno, molto prima dell’uscita dei film.

02 Perché Pirates of the Caribbean a Parigi racconta la sua storia al contrario?

Gli Imagineer hanno invertito l’ordine delle scene rispetto agli altri parchi per rendere il racconto più cronologico: si parte dall’attacco al forte spagnolo, poi c’è il saccheggio e si finisce con la maledizione. Le due cascate segnano i punti di svolta. È questo che fa della versione parigina la più narrativa delle Pirates di Disney.

03 L’attrazione Pirates of the Caribbean è basata sui film?

No, è il contrario. La prima versione apre nel 1967, mentre il primo film esce nel 2003 e si ispira all’attrazione. A Parigi, dove l’attrazione ha aperto nel 1992, i personaggi della saga come Jack Sparrow e Barbossa sono stati aggiunti solo nel 2017.

04 Che cosa è cambiato in Pirates of the Caribbean con il rinnovamento del 2017?

Pirates of the Caribbean ha riaperto a luglio 2017 con due figure Audio-Animatronics di ultima generazione, Jack Sparrow e Hector Barbossa, una scena finale dell’asta rifatta (Jack si impadronisce della mappa del tesoro), l’esplosione di un arsenale che proietta le barche nella grotta e una colonna sonora completamente remixata con temi dei film.

05 Quante figure animate ci sono in Pirates of the Caribbean?

Pirates of the Caribbean a Disneyland Paris conta più di 100 personaggi Audio-Animatronics. La loro animazione va da un semplice gesto ripetuto all’imitazione della recitazione di un attore, come i duellanti con la spada. Il tesoro della grotta, invece, conta quasi 50 000 monete incollate a mano.

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