Qual è la storia di Indiana Jones and the Temple of Peril?
Il racconto è ambientato negli anni Quaranta. Henry Jones Jr., che tutti conoscono come Indiana Jones, è tanto professore di archeologia quanto avventuriero. Organizza una spedizione in una fitta giungla e parte alla ricerca di una città perduta, The Lost City.
Scavando, la sua squadra non trova la città sperata, ma qualcos’altro: i resti di un tempio dimenticato da più di mille anni. La scoperta è così vasta che la spedizione si stabilisce lì per sempre. La squadra scava la collina, monta un accampamento e costruisce una piccola rete di binari per portare via ciò che dissotterra.
Questo è il punto di partenza. Tutta l’ambientazione che attraversate racconta proprio quel momento: un sito di scavi in piena attività, fermo nel tempo come se gli archeologi fossero appena partiti. Per le informazioni pratiche (coda, altezza minima, livello di adrenalina), guardate la scheda Indiana Jones and the Temple of Peril.
A chi è dedicato il tempio e perché ci sono dei cobra?
Il tempio riportato alla luce è dedicato a Shiva, una delle grandi divinità della mitologia induista. Due statue monumentali di cobra sorvegliano la scalinata d’ingresso, una per lato. Questo serpente, il Naga, è un simbolo associato a Shiva, spesso raffigurato attorno al suo collo.
In questo dettaglio i progettisti dell’attrazione hanno nascosto una strizzata d’occhio che i fan adorano: nei film, Indiana Jones ha una paura folle dei serpenti. Far sorvegliare il tempio da due cobra giganti è esattamente il tipo di dettaglio che collega l’ambientazione al personaggio. L’eroe più coraggioso del mondo, bloccato davanti a ciò che lo terrorizza di più.
Che cosa racconta l’ambientazione del sito di scavi?
Qui si concentra lo storytelling. Avanzando nella coda, non attraversate un semplice corridoio d’attesa: visitate l’accampamento della spedizione. Tutto è pensato per farvi credere che gli archeologi se ne siano andati in fretta, lasciando tutto al suo posto.
- L’accampamento degli archeologi: tende, brande, provviste e persino un piccolo laboratorio di fortuna
- Macchine da scrivere e taccuini, come se si stessero ancora annotando le scoperte del giorno
- Una statua di Shiva, il dio a cui è dedicato il tempio, davanti a una delle tende
- Vasi antichi, una testa di tigre scolpita e casse di spedizione impilate
- La rete di binari da miniera, posata per portare i reperti fuori dalla collina
Perché si sale su un carrello da miniera?
Nella storia, sono i carrelli del cantiere che servivano a portare i tesori fuori dal tempio. La spedizione li ha lasciati sui binari. Voi, visitatori, diventate a vostra volta avventurieri che salgono su questi vagoni abbandonati e sfrecciano tra le rovine a tutta velocità.
Questo percorso in carrello non è un caso: richiama Indiana Jones e il tempio maledetto, il film del 1984 in cui gli eroi corrono a tutta velocità sui binari di una miniera. Se questa scena vi dice qualcosa, è esattamente l’atmosfera che Disney ha voluto ricreare qui.
Per sapere com’è una volta a bordo (l’adrenalina, il looping, le sensazioni reali) e per tutte le informazioni pratiche (coda, altezza minima), trovate ogni dettaglio nella scheda Indiana Jones and the Temple of Peril.
Chi sono i personaggi di questa storia?
| Personaggio | Ruolo |
|---|---|
| Indiana Jones | Archeologo e professore, protagonista dei film. È lui che guida la spedizione e scopre il tempio. |
| Marcus Brody | Amico e collega di Indy nei film. Il suo nome compare su una cassa di spedizione, come strizzata d’occhio. |
| Shiva | Il dio induista a cui è dedicato il tempio, simboleggiato dal cobra Naga. |
| The Lost City | La città che la spedizione cercava nella giungla, all’inizio dell’avventura. |
| Indiana Jones and the Temple of Peril | Il tempio millenario dedicato a Shiva, riportato alla luce dagli scavi. Dà il nome all’attrazione. |
Quando ha aperto l’attrazione e chi l’ha ideata?
Ora spazio al dietro le quinte, la storia reale dell’attrazione. Ha aperto il 30 luglio 1993 ed è stata inaugurata ufficialmente il 9 novembre 1993 alla presenza di George Lucas, ad Adventureland, cioè poco più di un anno dopo l’apertura del parco. E non erano montagne russe come le altre: è stato il primo coaster di un parco Disney con un’inversione, in altre parole un looping.
All’epoca, Disney si era sempre rifiutata di capovolgere i suoi visitatori. Indiana Jones and the Temple of Peril ha fatto saltare questa regola.
L’attrazione è stata progettata dagli Imagineers di Walt Disney Imagineering, lo studio creativo interno, sotto la guida di Tony Baxter, uno dei grandi nomi all’origine del parco parigino. La parte tecnica, invece, è stata affidata al costruttore svizzero Intamin, con la società Giovanola per la struttura.
Tony Baxter riassumeva l’idea in modo semplice: sono carrelli da miniera che salgono e scendono sulla superficie del tempio per rimuovere le macerie e rimettere a posto i tesori. Il coaster racconta quindi il cantiere stesso.
Perché delle montagne russe e non un intero land?
All’inizio, il progetto era molto più ambizioso. Disney sognava un intero land dedicato a Indiana Jones, un’area tutta per l’avventuriero, con un percorso in carrello molto più lungo e scene al coperto ispirate ai film. Ma i primi anni del parco sono stati molto difficili dal punto di vista finanziario, e si è dovuto ridimensionare il progetto.
Da questo grande progetto è nato un coaster compatto ma curato, costruito su una collina di Adventureland. L’esigenza era chiara: offrire un’attrazione adrenalinica quando Space Mountain avrebbe aperto solo due o tre anni dopo. Indiana Jones and the Temple of Peril ha quindi avuto questo ruolo, quello dell’adrenalina, in attesa del resto.
Com’è cambiata l’attrazione nel tempo?
L’attrazione ha vissuto un episodio insolito. Per rilanciare l’interesse, si è deciso di farla funzionare al contrario. Per poco più di quattro anni, i carrelli hanno percorso lo stesso circuito, ma in retromarcia, con il nome "Indiana Jones and the Temple of Peril: Backwards!".
Non è stato un semplice cambio di direzione. Si sono dovute girare le scocche dei treni sui telai, aggiungere due posti per vettura e soprattutto spostare moltissimi elementi di scenografia e di illuminazione, perché i visitatori non vedessero mai le parti tecniche guardando nella direzione sbagliata. Alcuni tratti del binario sono stati persino riprofilati per il comfort.
Poi l’attrazione è tornata al senso di marcia originale, prima di un grande restauro anni dopo, con una struttura ricostruita in pietra vera.
L’apertura
L’attrazione apre il 30 luglio 1993 ad Adventureland e diventa le prime montagne russe di un parco Disney con un looping.
Uno spavento agli esordi
Poche settimane dopo l’apertura, un problema ai freni porta a una chiusura temporanea per le verifiche.
La versione al contrario
Dal 1° aprile 2000 al 27 novembre 2004, i treni vengono girati e lanciati in retromarcia, con due posti in più per vettura.
Il ritorno al senso classico
L’attrazione torna al senso di marcia originale, quello che aveva all’apertura.
Il grande restauro
Dopo diversi mesi di chiusura, riapre con una struttura ricostruita in pietra vera e un looping leggermente più ampio.
Quali segreti e dettagli nascosti si possono scoprire?
L’ambientazione è piena di riferimenti ai film di Indiana Jones. Sono questi dettagli a rendere così piacevole un’attrazione Disney: potete appassionarvi alla storia solo sapendo dove guardare.
Il fedora e la frusta
Appoggiati su un’impalcatura non lontano dall’ingresso, sono i due accessori più riconoscibili di Indy.
Il Barnett College
Una cassa indirizzata a Marcus Brody, al Barnett College, l’università immaginaria dove Indiana Jones insegna nei film.
I veicoli d’epoca
Una Jeep Willys e un camion personalizzati, mezzi militari che richiamano l’atmosfera delle avventure dell’eroe.
Le taniche Esso
Taniche di carburante con il marchio Esso, eredità dello sponsor originale dell’attrazione alla sua apertura.
La statua di Shiva
Una statua del dio davanti a una delle tende, oltre ai due cobra giganti che sorvegliano la scalinata.
Questi dettagli sono solo una parte della caccia al tesoro. Tutto il parco è pieno di strizzate d’occhio: per i famosi Hidden Mickey come per gli altri segreti di Disneyland Paris, ho scritto articoli dedicati che vi svelano tutti i nascondigli.
La leggenda in poche tappe
La partenza nella giungla
Negli anni Quaranta, Indiana Jones organizza una spedizione e si addentra nella giungla alla ricerca di una città perduta, The Lost City.
La scoperta del tempio
Al posto della città, la squadra porta alla luce un tempio dimenticato da più di mille anni, dedicato al dio Shiva e sorvegliato da due cobra di pietra.
L’allestimento del cantiere
La spedizione si stabilisce: monta un accampamento, scava la collina e posa binari da miniera per portare via i reperti.
I carrelli sui binari
Piccoli carrelli da cantiere servono a portare i tesori fuori dal tempio, lungo la rete di binari posata sul sito.
Il cantiere abbandonato
La squadra se ne va lasciando tutto al suo posto. Arrivate voi, salite su un carrello rimasto sui binari e sfrecciate a vostra volta tra le rovine.
Se questa storia vi è piaciuta, il parco è pieno di attrazioni con un proprio racconto nascosto. Trovate tutti questi retroscena nella pagina Storia di Disneyland Paris. E per scoprire altre backstory, date un’occhiata alla saga di Thunder Mesa, alla storia di Pirates of the Caribbean, a Tower of Terror, Ratatouille o Avengers Campus.
Tutte le informazioni pratiche sull’attrazione (altezza minima, coda, livello di adrenalina) sono nella scheda Indiana Jones and the Temple of Peril.
Domande frequenti
01 Qual è la storia di Indiana Jones and the Temple of Peril?
Negli anni Quaranta, l’archeologo Indiana Jones parte alla ricerca di una città perduta nella giungla. Al suo posto scopre un tempio dimenticato da mille anni, dedicato al dio Shiva. La sua squadra scava la collina e posa binari da miniera per portare via i tesori, poi abbandona il cantiere. Voi salite su questi carrelli abbandonati e sfrecciate tra le rovine.
02 In che anno ha aperto Indiana Jones and the Temple of Peril?
Indiana Jones and the Temple of Peril ha aperto il 30 luglio 1993, ad Adventureland. È stata una novità assoluta per Disney: sono state le prime montagne russe di un parco Disney con un’inversione, cioè un looping.
03 È vero che Indiana Jones and the Temple of Peril ha funzionato al contrario?
Sì. Dal 1° aprile 2000 al 27 novembre 2004, l’attrazione ha funzionato con il nome "Indiana Jones and the Temple of Peril: Backwards!". I treni erano stati girati e lanciati in retromarcia, con due posti in più per vettura. Poi è tornata al senso di marcia originale.
04 A chi è dedicato il tempio di Indiana Jones and the Temple of Peril? Perché ci sono dei cobra?
Il tempio è dedicato a Shiva, una delle grandi divinità della mitologia induista. Due statue di cobra, il serpente Naga, sorvegliano la scalinata perché questo serpente è un simbolo di Shiva. È anche una strizzata d’occhio alla paura dei serpenti di Indiana Jones, ben nota nei film.
05 Quali segreti e dettagli nascosti si possono scoprire nella coda di Indiana Jones and the Temple of Peril?
L’ambientazione è piena di riferimenti ai film: il fedora e la frusta di Indy su un’impalcatura, una cassa indirizzata a Marcus Brody al Barnett College (la sua università immaginaria), una Jeep Willys e un camion d’epoca, taniche Esso dello sponsor originale e una statua di Shiva davanti a una tenda.